In un’austera saletta riunioni del Convitto Foscarini, nell'ambito del raduno di metà campionato del 9 gennaio 2010, il vicepresidente Fabio Gottipavero e il consigliere Paolo Silvestri hanno fatto il punto sulla situazione degli osservatori veneziani. Dopo alcuni elogi, pochi, non sono mancate le dolenti note. Non soddisfa il disomogeneo voto con cui viene fotografata la prestazione del giovane arbitro, troppe volte in contraddizione con il giudizio e con le crocettature che un referto non semplice impone.
Su questo si è lavorato particolarmente. Con puntiglio sono stati esaminati i vari quadri del rapporto. Sono state indicate le norme che occorre rispettare per offrire all’OTP una descrizione il più fedele possibile a quanto effettivamente avvenuto sul terreno di gioco. E per permettergli così di valorizzare la prestazione del collega o di richiamarlo a un maggiore impegno.
Gli OA presenti in buon numero sono stati invitati a non trascurare neppure le parti più burocratiche del loro rapporto contenute nella prima pagina. Possono essere determinanti in caso di contestazioni e di un referto impreciso stilato dall’arbitro.
È sempre di gran interesse discutere di questioni che permettono di offrire un servizio a quei giovani che hanno intrapreso questo nostro affascinante sport. Ed è proprio il rapporto generazionale che deve essere valorizzato nel colloquio di fine gara, il vero momento centrale della visionatura.
I dirigenti sezionali hanno enfatizzato quel momento. Non bisogna, ma neppure serve, dire all’arbitro il voto. A livello formativo è invece necessario dargli quei consigli e quei suggerimenti che gli sono necessari per crescere. Però occorre essere coscienti che il primo insegnamento è l’esempio. Non si può pretendere serietà e rispetto se per primi non si è seri e rispettosi.
La riunione si è chiusa con la visionatura dei rapporti, per chi lo volesse, e con le correzioni che con grande professionalità il vicepresidente offriva ai colleghi, non certo per rimarcare gli errori, non era questo lo scopo, ma per aiutare la crescita di ogni OA, così da ottenere quello che è il fine della nostra associazione: creare buoni arbitri ma con la coscienza che se non si formano buone donne e buoni uomini non si hanno neppure bravi direttori di gara.
afq Mauro Pitteri

