Il professor Mauro Pitteri, storico nella vita e "storico sezionale", ci spiega "perchè fare l'arbitro".
Perché un sito della sezione? Potrei risponderti in tanti modi, ma, voglio essere sincero: rilanciare la mia sezione arbitri di Venezia in un momento un po’ delicato della sua storia. Tutte le associazioni hanno dei periodi critici e il nostro è dovuto soprattutto alla penuria delle vocazioni.
Nell’anno del 75°, il 2002, evento magnifico, eravamo oltre centodieci, ora siamo di meno e abbiamo bisogno di te. Sforzi ne abbiamo fatti per invertire questa rotta; volantinaggi, invio di depliant ai ragazzi del centro storico e isole, ingresso nelle scuole. Ma tant’è, pochi si accostano ai nostri corsi. È vero che questo è un problema generazionale che investe l’intera città, sempre meno abitata e con sempre meno giovani residenti.
Ma questo non ci scoraggia. Il pendolarismo studentesco e la residenza fuori sede di chi frequenta istituti superiori e università, compensano i vuoti demografici. Ecco dunque gli scopi di questa iniziativa. Agganciare con un linguaggio meno polveroso aspiranti arbitri. E rafforzare l’affezione per l’AIA di quelli che arbitrano già.
Occorre dunque un nuovo slancio e del resto solo prendendo atto delle cose si può pensare di migliorarle. E se hai letto queste righe fin qua, senza essere ancora un arbitro, sappi che da noi troverai gente seria, che i problemi non li elude ma li affronta, perché, come nella vita, solo così si risolvono.
Se ne hai voglia, vieni a darci una mano, qualunque sia poi l’esito della tua esperienza, non avrai contattato realtà virtuali, ma gente che lavora e si appassiona a quello che fa.
Mauro Pitteri

