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lunedì 21 maggio 2012

ASSEMBLEA SEZIONALE ORDINARIA

ASSEMBLEA SEZIONALE ELETTIVA

Elezione del Presidente Sezionale

Ritorna il momento più importante della vita sezionale.
Tutti gli associati sono invitati a partecipare.

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La Storia della Sezione AIA di Venezia

a cura di Mauro Pitteri e Michele Gottardi


l'età contemporanea


Negli anni Sessanta, e più ancora nei due decenni successivi, la sezione "Antonio Zanon" non ha più visto suoi associati dirigere gare di serie A, e proprio mentre un arbitro veneziano, Piergiorgio Bertotto, era a capo della C.A.N., in veste di designatore.

Bertotto, docente universitario, primario oftalmico, ci ha lasciati nel 1992: ci si permetta un breve ricordo di un uomo appassionato e insieme discreto, di cui si rammenta sin troppo la famosa teoria della "sudditanza psicologica" (dopo un celebre Venezia - Inter 2-3) dei direttori di gara nei confronti delle grandi squadre, ma non altrettanto l'importante e solerte opera al servizio dello sport, che egli svolse come dirigente del C.O.N.I., alla cui presidenza regionale era ancora preposto.

Da ricordare il momento della celebrazione dei 50 anni della fondazione della Sezione di Venezia nell'aprile 1977, quando il cardinale Albino Luciani, patriarca di Venezia e poi Papa Giovanni Paolo I, come ci ricorda Giorgio Simone, lasciò agli arbitri veneziani uno stupendo messaggio: "Voi siete dei benemeriti perchè permettere a tanti giovani di fare sport, e chi fa dello sport è buono. Grazie per quello che fate a favore dello sport e dei giovani e dell'intera società".

La serie A la sfiorò Salvatore Boscolo (che si fermò in B), mentre ne assaporarono il gusto come guardalinee (così si chiamavano gli Assistenti all’Arbitro), Luciano Brugnara (che è stato presidente dei sindaci della Lega Giovanile), Mario Sapori, Tiziano Zennaro, Alfredo Tacco e Diego Perissinotto, che dopo esser stato arbitro in C, fu per oltre una decina d'anni impiegato nella massima divisione al fianco, tra gli altri, di Enzo Barbaresco e Luigi Agnolin.

Vicini ci andarono, fermandosi ancora in serie B, i guardalinee Maurizio Benvenuti e Bruno Musco. Ma ormai siamo arrivati ai giorni nostri, a momenti troppo vicini perché si possa dare uno sguardo storico, distaccato, senza farsi coinvolgere nella cronaca. Certo è che se paragonati agli anni d'oro, questi appaiono anni di crisi.

Crisi di risultati più che di uomini, in linea probabilmente d'un lato con la veneziana curva discensionale del calcio giocato, che ha visto il Venezia sprofondare dalla serie A del 1966-67 alla D del 77-78 e dall'altro con l'ormai preoccupante scomparsa di tutto quanto a Venezia non sia collegato con le attività turistiche o le speculazioni immobiliari.

Ci conforta tuttavia l'alto numero di giovani che ancora si iscrive ai corsi e decide di intraprendere la carriera arbitrale, in una città dove l'età media è tra le più elevate d'Italia. Segno evidente che al di là dei risultati esiste comunque una scuola, una tradizione, legata allo sport e al fattore umano, che è ormai radicata nel tessuto sociale di Venezia.

Di questa attenzione è buona prova l'istituzione nel 1983 della "Borsa di studio Guglielmo Manzato", intitolata alla memoria dello scomparso vicepresidente della sezione, primo caso all'interno dell' A.I.A. di un premio in denaro, raccolto grazie ad un'iniziale sottoscrizione fra i soci, volto a favorire la crescita culturale delle giovani leve ed ora da più parti imitato.

Dopo la presidenza Costantini che chiuse il suo mandato presidenziale con il restauro della sede in San Marco 453 - benedetta allora dal Patriarca card. Urbani, primo ed unico caso di un Cardinale in una sede di arbitri - e poi acclamato presidente onorario della sezione è stato il turno di Lucio Trucillo, che è stato anche vicepresidente del Comitato Veneto.

Quindi la volta di Giorgio Simone - tra i molti incarichi sostenuti in seno all'Associazione ha svolto anche quello di commissario regionale - che ha retto le sorti della sezione ininterrottamente dal 1976 al 1992, sia pure con l'intermezzo di Pierangelo Del Zotto. A Simone (oggi presidente onorario) e a Giancarlo Perinello presidente fino al 1998 (oggi Componente del Comitato Nazionale dell'AIA), è toccato costatare con mano quanto sia arduo da risolvere il problema della sede, in una città che non garantisce nemmeno gli alloggi per i suoi abitanti.

Sfrattati da Corte del Forno dopo quasi sessant'anni, accolti dagli amici del Reyer club San Bortolomio per tre stagioni, ora disponiamo finalmente di una sede degna di questo nome, nello storico campo di San Giovanni e Paolo, giusto dinanzi al monumento equestre di Bartolomeo Colleoni, celeberrimo condottiero delle armate della Serenissima Repubblica di Venezia. La sensibilità d'animo dei Padri Domenicani che hanno messo a disposizione i locali e quella economica dell'A.I.A. che ne ha reso possibili i restauri, hanno posto le premesse perché fosse conseguita una meta che appariva irraggiungibile.

La vicina presenza della statua del Colleoni sembra essere stata d'auspicio per gli arbitri veneziani e per il calcio della città, basti pensare alla storica riconquista della serie A del Venezia Calcio e della sezione grazie a Gianni Renosto che dalla stagione 1999/2000 al 2004 ha calcato i terreni della serie maggiore come Assistente.

Il 23 Novembre 2002 la Sezione ha celebrato il 75° Anniversario della fondazione della Sezione con un convegno sul calcio attuale con la partecipazione dei massimi esponenti del calcio nazionale e del mondo arbitrale; la sera si è conclusa alla presenza del Presidente Nazionale Lanese con una ricca serata di gala presso lo storico e prestigioso palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande.


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