La Storia della Sezione AIA di Venezia
a cura di Mauro Pitteri e Michele Gottardi
l'età della rinascita: il dopoguerra
Dopo la guerra ci fu ancora spazio in serie A per due arbitri della nostra sezione: Bruno Guarda (12 direzioni in A tra il 1946 ed il '50) e Angelo Pizzato (11 gare tra '45 e '48), mestrino purosangue come il fratello Aldo (a lungo commissario regionale del Veneto), che assieme ad altri colleghi della terraferma diedero vita nel 1952 alla sezione mestrina degli arbitri di calcio (occorse una deroga federale per sancire l'unico caso di un comune con due sezioni arbitrali), intitolata all’arbitro internazionale Giuseppe Scarpi, originario di Dolo, deceduto improvvisamente proprio nel '52, dopo aver diretto 180 competizioni in serie A e partecipato alle Olimpiadi di Berlino del '36 e ai mondiali del 1938 in Francia, nonché aver conseguito il premio Mauro nel 1939.
Una filiazione, quella di Mestre, che si è ripetuta, durante la presidenza di Giancarlo Perinello, anche a con i colleghi di Chioggia, appartenenti alla sezione di Venezia fino al 1996 con la nascita dell'omonima sezione.
Nel 1949 scomparve Antonio Zanon (che fedele alla sua passione si fece seppellire in divisa!). La sezione di Venezia, che sino a quel momento era dedicata al ricordo di Vittorio Toso, un giovane muranese scomparso improvvisamente, decise allora di richiamarsi nel nome al primo presidente e fondatore, intitolando alla sua memoria anche un premio annuale per quel collega in attività, che unisse insieme doti tecniche e disponibilità associativa.
Venne così creata la "Fondazione Zanon", grazie ad una sottoscrizione raccolta tra i soci e le sezioni italiane.
E quando, nel 1976, scomparve Ugo Storer, la Fondazione allargò i propri intenti, assegnando un analogo riconoscimento biennale, riservato al miglior commissario speciale.

