Area Riservata Associati AIA Venezia                 
HomeAttivitàVita SezionaleLettera aperta al Presidente Nicchi

Lettera aperta al Presidente Nicchi

C’era una volta… la tessera federale!
 

Paolo SilvestriSicuramente i meno giovani ricorderanno che fino a qualche anno fa la tessera federale esercitava un certo fascino e più di qualcuno si compiaceva nell’esibirla. Era un po’ lo “specchietto per le allodole” perché la tessera, che permetteva di accedere allo stadio gratis  e senza tante formalità, attirava più facilmente i giovani che, spesso, si iscrivevano ai corsi per arbitro anche attratti dall’idea di poter vedere gratis la squadra del cuore.

Sappiamo tutti che questa era una pia illusione e che già dopo i primi contatti molta gente si ritirava spontaneamente dal corso e chi rimaneva, dopo aver superato l’esame,  si accorgeva in fretta che sarebbero state ben poche le occasioni di vedere le partite della squadra del cuore.
Chi rimaneva nell’Associazione lo faceva con motivazioni ben diverse dal semplice possesso di una  tessera che permettesse “l’accesso a tutte le manifestazioni sportive che si svolgono sotto il controllo della FIGC nel TERRITORIO NAZIONALE”.

La tessera diventava allora il simbolo di appartenenza ad una Associazione composta da più di trentamila persone che avevano le stesse aspettative, gli stessi traguardi, gli stessi ideali sportivi.
Negli ultimi anni il potere di “specchietto per le allodole” è praticamente scomparso e, almeno dalle nostre parti,  i ragazzi non sono nemmeno attratti dalla possibilità di vedere gratis la propria squadra  perché è sempre più complicato entrare allo stadio con la tessera degli arbitri di calcio.

Ormai da molto tempo non è più sufficiente presentarsi allo stadio con la tessera per entrare. Giustamente per rispettare le normative ci vuole l’accredito che non si può più fare al momento, se non in alcune rarissime realtà, per cui se non si è provveduto con un certo anticipo non ti fanno entrare e spesso non è sufficiente nemmeno farlo con un certo anticipo perché ci sono società che pur avendo lo stadio praticamente vuoto riservano un numero limitatissimo di accrediti che vengono, credo giustamente, acquisiti per la maggior parte dagli arbitri della zona. Così ti consoli dicendo che tanto è importante il senso di appartenenza all’Associazione e che la tessera è bello esibirla perché ti identifica come arbitro di calcio, una persona giusta, un atleta tra gli atleti, uno che rispetta e fa rispettare le regole!

Anche a me è sempre piaciuto mostrarla agli amici e conoscenti e con orgoglio dire: io sono un arbitro di calcio! E con lo stesso orgoglio mi piace esibirla per poter accedere agli spogliatoi dei “campetti di periferia” per andare a “salutare”  i miei arbitri al termine della visionatura!

In trentaquattro anni di appartenenza all’AIA credo di averla sfruttata quattro o cinque volte per vedere le partite di serie A, quando il Venezia militava nella massima serie, e pur avendo diritto alla tribuna d’onore, come presidente di sezione, ho sempre preferito la tribuna dei distinti per stare assieme a qualche amico.
Ora, dopo trentaquattro anni, non ho più nemmeno la possibilità di mostrare con orgoglio la mia tessera quando vado a vedere i miei arbitri, sempre in giro per i campetti di periferia! La faccio intravvedere un attimo tenendo il dito sopra l’anno perché ho ancora la tessera del 2010! Perché il Presidente della sezione e il dirigente benemerito Franco Venerando al 24 gennaio 2012 non hanno ancora ricevuto la loro tessera federale! Quella che con la proroga di rito sarà valida fino al prossimo mese di giugno.
Allora vorrei dire al nostro Presidente Nicchi che ho una grande stima del suo lavoro e della passione che trasmette a tutti i suoi collaboratori e a tutti gli arbitri ma che il rispetto per l’umile lavoro che fanno i presidenti di sezione e tutti i loro collaboratori lo si dimostra anche in queste piccole cose.

Caro Presidente sono tre mesi che telefono a Roma per avere notizie delle tessere mancanti e sono tre mesi che mi sento rispondere sempre la stessa cosa: non le stampiamo più noi ma direttamente la Federazione; non possiamo fare nulla se non sollecitare. Me lo sono sentito ripetere simpaticamente dall’amico Romano Coccia e ora da Gianluca che ha preso il suo posto.
Come vedi non sto rivendicando aumenti di rimborsi o maggiori finanziamenti sto solo chiedendo di avere quello che dovrebbe spettarci di diritto e non perché io debba andare a vedere qualche partita di serie A gratis ma solamente per poter entrare anche nei campetti di periferia a vedere i miei arbitri ed esibire la mia tessera,  quella tessera che dice che sono uno dei tuoi trentamila arbitri di calcio!

Con la stima di sempre

Paolo Silvestri
Presidente Sezione AIA di Venezia